TORINO/CERES – Incontro oggi, giovedì 3 aprile 2025, in Regione sul piano di attività dei lavori programmati da Rfi, che comporterà il fermo per tre mesi, della linea ferroviaria Torino – Ceres.
Sul “piede di guerra” il M5s che protesta sul blocco estivo. “Ancora una volta, per l’ennesima estate, verrà interrotto il servizio ferroviario sulla Torino-Ceres. Un’interruzione che, salvo clamorosi dietrofront, dovrebbe durare tre mesi, da giugno a settembre. La decisione verrà comunicata ai sindaci del territorio oggi, in occasione dell’incontro con l’assessore Gabusi e i tecnici di Rfi e Trenitalia. E dire – proseguono Sarah Disabato, Capogruppo Regionale M5s e Alberto Unia, Consigliere Regionale – che la “nuova” linea per l’aeroporto è stata inaugurata in pompa magna poco più di un anno fa dal Presidente Cirio. Da allora non sono mancati disagi e disservizi, con corse cancellate e ritardi costanti sulle tre linee che portano al “Sandro Pertini”, ovvero le Sfm4, Sfm6 e Sfm7. A farne le spese saranno soprattutto i residenti e i turisti delle Valli di Lanzo: ancora non sappiamo con certezza se la galleria del Monte Basso, lungo la Sp1, verrà riaperta almeno parzialmente entro l’estate e, allo stesso tempo, anche i treni resteranno fermi. L’auspicio è che, a differenza di quanto avvenuto in passato, venga garantito un efficiente servizio sostitutivo con autobus che possa raggiungere direttamente Ceres, e non solo Ciriè o Germagnano, da Torino. Concordiamo sulla necessità di intervenire per migliorare la linea, ma non possiamo accettare un’interruzione così prolungata. La Regione dimostri di puntare davvero su questa ferrovia, che ha un potenziale enorme sia dal punto di vista della mobilità sostenibile sia del turismo ed è un servizio fondamentale non solo per il Ciriacese e le Valli di Lanzo, ma per tutto il Piemonte.”
A precisare e motivare la decisione della Regione, è l’Assessore ai Trasporti Marco Gabusi:
“Rfi e Scr hanno comunicato alla Regione Piemonte un piano di lavori di efficientamento e
adeguamento della linea che prevedeva lo stop da metà giugno a settembre quest’anno e un ulteriore periodo di fermo il prossimo anno. Abbiamo chiesto e ottenuto che i lavori si concentrassero in un solo periodo ed è stato individuato il periodo estivo alla luce dei dati di traffico e per arrecare minori disagi ai pendolari e agli studenti. Abbiamo già chiesto a Ferrovie mettere in campo un piano di servizi sostitutivi con i bus nel periodo di chiusura della ferrovia. Al termine dei lavori la linea sarà più efficiente e affidabile perché i treni potranno viaggiare in entrambe le direzioni sui due binari. Proseguono intanto le attività di soppressione dei passaggi a livello nella tratta Germagnano-Ceres che, insieme agli altri lavori sulla rete, consentono di confermare che la linea potrà riaprire nell’intera tratta, fino a Ceres, nel 2026.”
“Siamo consapevoli – conclude Gabusi – che la chiusura potrà arrecare dei disagi e per questo abbiamo prontamente chiesto a Rfi di ridurne la durata concentrando i lavori solo quest’anno e individuare soluzioni in grado di mitigare, con i servizi sostitutivi l’impatto della chiusura. Questa amministrazione ha ereditato dal centrosinistra la Torino-Ceres senza finanziamenti e con gravi ritardi: solo grazie alle risorse richieste dalla Regione, sia all’interno dell’ex dm 182/2020 ora dmM 332/2024 che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, siamo riusciti a riaprire un servizio che era atteso da anni e che, con quest’ultima tornata di lavori, sarà ancora più affidabile, moderno a servizi di turisti e viaggiatori”.