Da tre anni ho una relazione con Marco, un ragazzo che all’inizio si mostrava dolce, premuroso e protettivo. Tuttavia, col tempo, il suo comportamento è cambiato. Ha iniziato con piccole scenate di gelosia, poi con insulti e critiche sempre più frequenti, fino a diventare violento. La prima volta che Marco mi ha colpita, ero incredula. Lui si è subito scusato, piangendo e giurando che non sarebbe mai più successo. Mi ha detto che aveva avuto una giornata difficile, che era stressato e che mi amava più di ogni altra cosa. Ho deciso di perdonarlo, convinta che fosse solo un episodio isolato. Purtroppo, la violenza è diventata una costante nella nostra relazione. Ogni litigio si concludeva con una spinta, uno schiaffo o dei pugni. Marco continuava a chiedermi scusa dopo ogni episodio, promettendo di cambiare, e io continuavo a credere in lui. Ma in fondo lui non è cattivo, forse sono io a sbagliare: se fossi stata più attenta, lui non si sarebbe arrabbiato così tanto. Nel tempo, mi sono isolata. Ho smesso di vedere le amiche, ho evitato di parlare con la famiglia dei miei problemi, temendo il giudizio e sperando che la situazione migliorasse da sola. Ma ogni volta che cercavo di ribellarmi o di lasciarlo, Marco diventava ancora più violento e minaccioso. Un mese fa, dopo un litigio, lui se ne andato senza darmi spiegazioni, ma io non gli avevo fatto nulla. Pensi che dovrei cercarlo per capire? Dopotutto capisco che le discussioni lo abbiano potuto infastidire, ma la sua gelosia era eccessiva, a volte, ed era una relazione passionale, ma sarà impazzito?
Katia da Rivarolo
Katia, il tuo caso lo segnalo ad un centro antiviolenza.
Renditi conto che stai giocando con il fuoco. Cosa pensi ancora di ottenere da un uomo che ti giura amore per poi usare puntualmente violenza su di te? Già dal tuo racconto, però, emerge un errore fondamentale: stai giustificando la violenza. Non bisogna mai empatizzare con l’aggressore. Non interessa a nessuno che un violento, in altre circostanze, possa essere mite, gentile, o buono. È altrettanto sbagliato parlare di un atto violento come reazione a una causa scatenante (liti, gelosia, ecc.). Mai attribuire motivazioni sentimentali all’aggressione. Non esistono ragioni passionali che possano giustificare la violenza.
Inoltre, non serve dare voce all’aggressore: non ha senso sentire la sua versione. Devi interrompere ogni comunicazione con lui. È altrettanto sbagliato cercare di giustificare il suo comportamento con malattie mentali: Marco non è impazzito. È un violento, punto. La violenza è una scelta, non una reazione a qualcosa che tu hai fatto.
Ho insistito su come racconti la tua vicenda, perché, dalle parole che usi, sembra che tu non abbia ancora capito di aver incontrato una persona da tenere lontana. Eppure, addirittura, stai pensando di cercarlo per avere delle spiegazioni o forse anche di tornare con lui. Ma la tua dignità e autostima dove sono? Lui ti ha lasciata? In questa storia, la sua partenza è l’unica cosa positiva. Lascialo dov’è e chiedi aiuto per te stessa, perché ne hai davvero bisogno.
Io, intanto, ti metto subito in contatto con chi può aiutarti a capire e ad uscire mentalmente da questa brutta storia.
Chiunque può scrivere un messaggio privato alla dottoressa Alessandra Hropich su questioni sentimentali, al seguente link:
https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/