TORINO – Tre gravi episodi in due giorni alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, tra incendi e aggressioni ai danni del personale. Il primo caso si è verificato l’8 luglio 2026, intorno alle 19.30, nell’11ª sezione del Padiglione C. Un detenuto italiano ha dato fuoco alla propria cella, distruggendola e provocando una densa nube di fumo che ha invaso il reparto. È stata disposta l’evacuazione immediata dei detenuti, trasferiti nell’area passeggi. L’intervento della Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze più gravi. Secondo quanto riferito, il gesto sarebbe stato scatenato dal sequestro di due secchi di alcol artigianale prodotto clandestinamente.
Il giorno successivo, 9 luglio, intorno alle 12, nella sala avvocati e magistrati, un detenuto italiano ha colpito con un pugno un addetto, ferendolo al sopracciglio. Il dipendente è stato trasportato all’ospedale Maria Vittoria e dimesso con cinque giorni di prognosi.
Sempre il 9 luglio, alle 17 circa, nell’11ª sezione del Padiglione B, un detenuto straniero, già in isolamento, ha aggredito un agente di Polizia Penitenziaria durante l’attesa per accedere alla doccia. Il poliziotto ha riportato una ferita al collo ed è stato medicato in ospedale, con prognosi di tre giorni.
A segnalare gli episodi è l’OSAPP. «Il carcere di Torino è ormai precipitato in una condizione di totale anarchia. Ogni giorno assistiamo a episodi sempre più gravi che mettono a repentaglio l’incolumità del personale, dei detenuti e dell’intera struttura», dichiara Leo Beneduci, segretario generale del sindacato.
«Non servono più rassicurazioni di circostanza né annunci. Servono interventi immediati e concreti. Il carcere di Torino è diventato una polveriera, dove basta una scintilla per provocare una tragedia», aggiunge Beneduci. «Di fatto si è instaurata una sorta di autogestione dell’istituto, con lo Stato che arretra e il personale di Polizia Penitenziaria lasciato da solo, senza uomini e senza mezzi. È inaccettabile».
L’OSAPP chiede un intervento urgente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, del Ministero della Giustizia e della Prefettura per il ripristino delle condizioni di sicurezza e controllo all’interno dell’istituto.
Sui fatti sono in corso accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica degli episodi e le eventuali responsabilità.

