REFERENDUM – Ė di colore verde la scheda che sarà consegnata agli elettori in occasione del referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. I seggi saranno aperti nella giornata di domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì 23 marzo 2026, dalle ore 7 alle ore 15.
Il testo del quesito referendario è: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”
Il quesito fa riferimento alla riforma della giustizia varata dal governo Meloni. Si tratta di una legge di revisione costituzionale, che interviene su norme che riguardano la magistratura, ovvero gli articoli 87, 102 104, 105, 106 e 110 della Costituzione. Si dovrà rispondere apponendo una X sul SI’ se si vuole procedere con la riforma e sul NO se si vuole lasciare tutto invariato. Questo referendum è di tipo confermativo, quindi non necessita del quorum.
Ma cosa cambia con il SI?
Di fatto si approva la riforma Nordio-Meloni che prevede:
la separazione delle carriere: verranno istituiti due concorsi rivolti ai magistrati, uno per giudici (chi decide) e l’altro per pubblici ministeri (PM) (chi accusa) e non potranno più cambiare carriera. Oggi il concorso è uno solo, e possono cambiare carriera (una sola volta nei primi dieci anni e cambiando Regione).
Verranno istituiti due CSM (Consiglio Superiore della Magistratura): uno per i giudici e l’altro per i Pubblici Ministeri (PM), presieduti dal Presidente della Repubblica. Ora ce n’è uno solo per tutti.
I membri dei CSM verranno estratti a sorte. Ora invece vengono eletti in parte dai magistrati e in parte dal Parlamento.
La nascita dell’Alta Corte Disciplinare: verrà creato un organismo composto in parte da giudici e pubblici ministeri (PM), sorteggiati tra i magistrati di Cassazione, in parte da membri laici estratti da una lista stilata dal Parlamento e in parte nominati dal Presidente della Repubblica. L’Alta Corte Disciplinare dovrà giudicare gli illeciti dei magistrati. Ora questo compito è affidato al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
Se vincerà il SI la riforma verrà applicata; se vincerà il NO resterà tutto invariato. I sostenitori del SI dichiarano che la modalità a sorteggio eviterà giochi di potere interni, mentre i sostenitori del NO affermano che se vincesse il SI la giustizia verrebbe messa sotto il controllo del Governo.

