TORINO – Trovato morto in casa: arrestati la moglie e il suo nuovo compagno
Scritto il 06/10/2026
da Redazione ON
Il cadavere del 55enne presentava un colpo sferrato alla testa con un corpo contundente
TORINO – Alle prime ore di oggi, 6 ottobre 2026, i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno arrestato un uomo e una donna ritenuti responsabili di omicidio aggravato. La coppia, 45 anni lei 52 lui, entrambi italiani, è indagata per l’omicidio premeditato del cittadino albanese Mikel Rroku, 55 anni, il cui corpo senza vita è stato trovato all’interno della propria abitazione a Torino.
Sono la moglie della vittima e il suo nuovo compagno. Dovranno rispondere di omicidio premeditato Era il 6 luglio scorso quando i Carabinieri, intervenuti presso un’abitazione di via Verolengo, nel quartiere Le Vallette di Torino, di proprietà di Mikel Rroku, 55enne di origine albanese da anni residente in Italia, avevano trovato il corpo dell’uomo privo di vita ed in avanzato stato di decomposizione. Oggi, a conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, sotto il coordinamento della locale della Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, sono state arrestate due persone, indagate per l’omicidio premeditato del cittadino albanese. I destinatari della misura cautelare sono la moglie della vittima, 45 anni, e il suo nuovo compagno di 52 anni, residente a Pavone Canavese, con il quale la donna intratteneva da tempo una relazione.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini l’omicidio, risalente al 30 giugno 2026, sarebbe stato pianificato dai due indagati e consumato nell’immobile occupato dall’uomo, colpito mortalmente alla testa con un oggetto contundente. L’esame autoptico e l’analisi della disposizione e morfologia delle tracce rilevate sulla scena del crimine delineano un quadro compatibile con un’azione condotta con notevole efferatezza e violenza: la distribuzione delle tracce ematiche suggerisce infatti un’azione sferrata alle spalle della vittima e proseguita quando questa si trovava ormai al suolo.
In base agli elementi probatori raccolti, il movente dell’azione delittuosa sarebbe da ricondurre alla volontà della donna e del nuovo compagno di liberarsi del coniuge della prima ritenuto un ostacolo alla nuova relazione nonché al disegno della coppia di subentrare nell’assegnazione dell’abitazione di edilizia popolare di cui la vittima era titolare. La scoperta del corpo era avvenuta grazie alle testimonianze raccolte dai Carabinieri tra i vicini di casa che, nel descrivere la vittima come una persona pacifica e riservata, avevano dichiarato di non vederla da diversi giorni.
Le indagini, avviate nell’immediatezza, hanno permesso di ricondurre il giorno del delitto al 30 giugno 2026, e di ricostruire gli accadimenti di quella giornata collocando gli indagati proprio all’interno dell’abitazione in un lasso temporale compatibile con la morte di Rroku. Gli approfondimenti successivi non solo hanno permesso di corroborare tale quadro, ma hanno consentito di far luce su una complessa e prolungata fase preparatoria del delitto che, da quanto ricostruito, sarebbe da collocare nel mese di maggio 2026 quando la nuova coppia avrebbe vagliato tra le possibili ipotesi con cui attentare alla vita della vittima, anche quella dell’avvelenamento e dell’accoltellamento.
Nel corso del tempo, percepita evidentemente la pressione degli inquirenti, i due avevano iniziato a pianificare la fuga verso Stati privi di accordi di estradizione con l’Italia, consultando portali specializzati nelle pratiche di immigrazione verso il nord America. Il GIP del Tribunale di Torino, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica e ritenendo conforme la ricostruzione prospettata, ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di entrambi gli indagati. Nel disporre la custodia cautelare in carcere ha altresì evidenziato la particolare gravità ed efferatezza del fatto, unitamente al concreto pericolo di reiterazione di reati e al fondato rischio di pericolo di fuga dei due indagati.