CHIVASSO – Sono stati fermati mentre cercavano di oltrepassare il confine e lasciare l’Italia i tre uomini arrestati dalla polizia di Stato a Gorizia, ritenuti coinvolti nel furto avvenuto nella notte del 28 aprile scorso al deposito Gtt di via Orti, a Chivasso. Si tratta di cittadini romeni sui quali si stanno ancora concentrando ulteriori verifiche, ma per gli investigatori gli indizi raccolti portano proprio a loro.
Il colpo aveva avuto conseguenze pesanti: sette autobus erano stati danneggiati dopo la rimozione dei filtri antiparticolato, componenti costosi e fondamentali per il funzionamento dei mezzi. Il valore complessivo del materiale sottratto è stato stimato in circa 95mila euro. Durante l’operazione di arresto, gli agenti hanno sequestrato attrezzi e indumenti ritenuti utilizzati per compiere i furti; i tre sono stati poi trasferiti nel carcere di Gorizia.
L’indagine, portata avanti dalla squadra mobile di Pordenone con il supporto della polizia di frontiera goriziana, ha fatto emergere un gruppo ritenuto specializzato proprio in questo tipo di reati, con obiettivi mirati ai mezzi del trasporto pubblico. A Chivasso, il furto aveva messo fuori servizio i bus coinvolti, causando la soppressione di diverse corse nelle prime ore del mattino e disagi per i pendolari della zona nord di Torino. Per far fronte all’emergenza, Gtt aveva dovuto riorganizzare rapidamente il servizio, spostando alcuni mezzi da altri depositi.
Gli accertamenti erano partiti già nei mesi scorsi, in seguito a un episodio analogo registrato a Pordenone nel novembre 2025. Da lì, attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, dei dati GPS e dei passaggi ai varchi di frontiera, gli investigatori hanno ricostruito i movimenti della banda. Il gruppo si spostava con veicoli immatricolati all’estero, colpendo in diverse città del Centro-Nord, tra cui depositi gestiti da Gtt, Atap e Conerobus.
Il bilancio complessivo dei danni attribuiti al gruppo supera i 330mila euro, confermando la portata di un’attività criminale mirata e ben organizzata.

