Iran, ecco l’arsenale di Teheran che può minacciare l’Europa: gittata e capacità dei missili

Scritto il 20/08/2026
da Redazione ON Piemonte

(Adnkronos) – La minaccia iraniana di estendere il conflitto all’Europa in caso di nuovi attacchi americani alle infrastrutture di Teheran non è soltanto teorica, almeno per la parte sudorientale del continente.  

Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’Iran avrebbe già valutato possibili attacchi contro asset militari statunitensi e alleati in Europa, a partire dalla Bulgaria (la base aerea di Bezmer) e da Cipro (Raf Akrotiri), fino ad allargare il mirino alla base navale di Souda Bay a Creta, alle installazioni in Turchia e al sito dello scudo antimissile Nato Aegis Ashore a Deveselu, in Romania. Secondo le analisi del Council on Foreign Relations (Cfr) e dell’intelligence americana, Teheran possiede il più grande arsenale balistico del Medio Oriente e i suoi vettori a maggiore gittata sono accreditati di un raggio di circa 2.000 chilometri – limite autoimposto che l’Iran ha storicamente indicato come soffitto politico del proprio programma – sufficiente a coprire l’intero Medio Oriente e il fianco sudorientale europeo. 

Tra i vettori potenzialmente impiegabili contro obiettivi europei figurano gli Emad e i Ghadr-1, evoluzioni dello Shahab-3 con gittate tra 1.700 e 2.000 chilometri, e il Sejjil-2, missile balistico a due stadi a propellente solido pronto al lancio in tempi brevissimi. A questi si affiancano i missili da crociera terrestri a volo radente come il Soumar e il Paveh (fino a 2.500 km di autonomia), progettati per eludere i radar tradizionali. Un discorso a parte riguarda il Khorramshahr-4 (o Kheibar): accreditato di circa 2.000 km con una testata pesante da 1.500 kg, potrebbe teoricamente estendere la propria gittata a 2.500-3.000 chilometri alleggerendo il carico bellico, mettendo a rischio anche parti dell’Europa centrale (tra cui Vienna, Berlino e Roma), sebbene al prezzo di una minore accuratezza della testata nella fase di rientro atmosferico. 

Analisi condotte da centri studi come il Csis sugli attacchi contro Israele – come quello dell’ottobre 2024, in cui oltre 30 missili hanno raggiunto la base aerea di Nevatim – confermano che Teheran dispone di testate manovrabili di rientro (MaRV) ad alta precisione e adotta tattiche di saturazione, lanciando salve miste di missili balistici, da crociera e droni suicida (Shahed-136) per esaurire le scorte di intercettori delle difese aeree. Tuttavia, stabilire la reale consistenza di questa minaccia resta complesso: l’arsenale iraniano complessivo è stimato in 2.000-3.000 missili totali, ma la maggior parte è costituita da sistemi a corto raggio (Srbm). Quelli a medio raggio (Mrbm) capaci di minacciare l’Europa rappresentano solo una frazione del totale, ulteriormente erosa dai raid israeliani e statunitensi, dal consumo bellico e dalla mancanza di dati pubblici certi.  

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