Mario Roggero, Crosetto: “Provare ogni strada perché possa tornare a casa”. Al via raccolta firme centrodestra per grazia

Scritto il 16/07/2026
da Redazione ON Piemonte

(Adnkronos) – “Mario Roggero è in carcere. É stata applicata la legge? Probabilmente sì. É giusto? Per me no. La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare”. Lo sottolinea il ministro della Difesa Guido Crosetto in un post su X dopo la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi del gioielliere di Grinzane Cavour che nell’aprile 2021 a seguito della rapina subita nel suo negozio uccise due rapinatori.  

“É la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. É stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici’. É una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, conclude Crosetto.  

I capigruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier, Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE e Noi moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – Maie – Centro popolare e quelli al Senato della Repubblica di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione, Forza Italia – Berlusconi Presidente PPE e Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l’Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare hanno avviato già stamane la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, finalizzata a richiedere al Ministero di Grazia e Giustizia la grazia a Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di detenzione. “Riteniamo – si legge in una nota – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto”. 

A tornare sulla conferma della condanna per Roggero anche il vicepremier Matteo Salvini, che subito dopo la sentenza della Cassazione ieri aveva fatto un video sui social. “La condanna che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e si è difeso e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori, per me non è giustizia. Conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero. Perché, dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”, ha detto il leader dellaLega, parlando con i giornalisti a Bari. 

“Già la legge sulla legittima difesa che la Lega volle e fu approvata – ha aggiunto rispondendo alla domanda di una giornalista che gli chiedeva se sia il caso di mettere mano alla legge sulla legittima difesa – ha evitato processi , carcere, problemi di sofferenza a tanti cittadini per bene. Nel caso di Mario Roggero dobbiamo estendere ancora di più il concetto e il perimetro della legittima difesa. E la proposta, portata in Consiglio dei ministri, di evitare il risarcimento danni ai parenti dei rapinatori – ha sottolineato Salvini – va nella direzione giusta. La cosa più immediata è un’altra: non è possibile avere un padre, un marito e un nonno che invece di stare con i nipotini da stanotte sta in galera, dove devono stare i delinquenti veri, non quelli che si difendono a fronte di una aggressione”. 

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato dal canto suo un ordine del giorno in Consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia. “Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia – ha sottolineato Cirio – non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi. Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni”. 

“E’ un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia. Questo è il caso di Mario Roggero”. 

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