(Adnkronos) – Diplomazia ancora al lavoro per una risoluzione della guerra tra Iran e Usa. Teheran rende noto di “aver ricevuto le osservazioni degli Stati Uniti” e di essere ora in fase di valutazione. “Le stiamo valutando”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Nour News, confermando l’esistenza di un canale di comunicazione indiretto tra le parti.
Il Pakistan intanto continua a operare come mediatore. Ci sono stati fra i due Paesi diversi scambi di messaggi, via Islamabad, a partire dal piano in 14 punti proposto da Teheran per la fine del conflitto.
In questo contesto è attesa a Teheran la visita del capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, figura chiave nel tentativo di mediazione portato avanti da Islamabad. Secondo i media iraniani, Munir dovrebbe consegnare alle autorità iraniane un nuovo messaggio proveniente da Washington. Obiettivo della visita di Munir, dicono ancora i media iraniani, è proseguire “colloqui e consultazioni” con le autorità iraniane. Non ci sono altri dettagli né conferme né smentite da parte pakistana.
Ieri è stato a Teheran per la seconda volta in meno di una settimana il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi. Intanto la Cina ha annunciato che il premier pakistano, Shahbaz Sharif, sarà a Pechino da sabato a martedì prossimi.
Parallelamente, sul fronte della diplomazia regionale, il premier pakistano Shehbaz Sharif si recherà in visita ufficiale in Cina da sabato a martedì prossimi, su invito del premier cinese Li Qiang, secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri di Pechino. La Cina si conferma attore chiave nei delicati equilibri regionali: negli ultimi giorni, infatti, Teheran ha ospitato anche incontri diplomatici che hanno coinvolto figure di primo piano come il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, in un quadro di crescente attività diplomatica multilaterale.
Sul fronte americano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che attenderà “qualche giorno” prima di prendere ulteriori decisioni sul dossier iraniano, sottolineando di aspettarsi “la risposta giusta” da Teheran nel complesso dialogo volto a scongiurare una ripresa del conflitto, attualmente congelato da una tregua fragile.
Ma il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti sono “pronti all’azione”. In un post di tre parole pubblicato su X, il capo del Pentagono ha rilanciato una clip del vicepresidente JD Vance, impegnato nel briefing alla Casa Bianca, in cui viene ribadita la posizione americana: “Non concluderemo un accordo che consenta agli iraniani di dotarsi di un’arma nucleare. Pertanto, come mi ha appena detto il presidente Donald Trump, siamo pronti all’azione. Non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente è disposto e in grado di farlo, qualora fosse necessario”.
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