LEINI – Carburante al self a Biandrate con carte clonate: arrestati

Scritto il 09/05/2026
da Redazione ON

Al loro domicilio sono stati trovati altri dispositivi per la clonazione delle carte

LEINI – Sorpresi a prendere carburante con carte clonate; nella loro abitazione a Leini c’erano dispositivi per clonare le carte. Gli arresti sono scattati il 9 aprile scorso, a Biandrate (NO), presso un distributore di carburante di Via Valsesia: i Carabinieri della Compagnia di Susa, in collaborazione con i colleghi di Novara e Venaria Reale, hanno arrestato due persone, una donna di 29 anni e un uomo di 55 anni, entrambi di origine romena e incensurati, sorpresi mentre erano intenti a riempire taniche di benzina al distributore self service, utilizzando per il pagamento delle carte carburante clonate.

I due erano anche in possesso di dispositivi per la clonazione di carte digitali; davanti all’Autorità Giudiziaria saranno chiamati a rispondere di “indebito utilizzo e falsificazione, in concorso, di strumenti di pagamento diversi dai contanti e la detenzione di apparecchiature dirette a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico”.

Dalla successiva perquisizione domiciliare, operata nel comune di Leinì, gli investigatori hanno rinvenuto altri dispositivi elettronici per la clonazione, numerose carte prepagate già clonate e pronte all’uso nonché circa 3.000 euro in contanti, presunto provento di attività illecita. Nell’occasione, presso l’abitazione dei due presunti malfattori, è stata trovata una terza persona, denunciata in stato di libertà, così come i due complici, per “detenzione diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico”.

L’attività di polizia giudiziaria ha avuto origine da una serie di controlli incrociati effettuati dalle compagnie territoriali dell’Arma piemontese sui flussi anomali dei distributori di carburante lungo le strade secondarie che collegano le varie province della regione.
Gli arrestati sono stati tradotti presso le case circondariali di Vercelli e Novara, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Novara e Ivrea, e poi scarcerati con misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Novara.