MONTALENGHE – Litiga con la vicina per il parcheggio e la minaccia con un revolver

Scritto il 17/04/2026
da Redazione ON

Successivamente ha anche minacciato la sorella della donna con un'accetta

MONTALENGHE – Minaccia la vicina di casa con un revolver. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ivrea ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per un 75enne di Montalenghe.

La vicenda, avvenuta lo scorso 11 aprile 2026, è scaturita da un banale litigio tra vicini per la gestione dei parcheggi nel comune cortile condominiale di una palazzina di Montalenghe: secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, in stato di alterazione da sostanze alcoliche, avrebbe inizialmente insultato e minacciato la vicina di casa che lo aveva invitato a fare attenzione durante le manovre dell’autovettura. Subito dopo, l’uomo sarebbe salito nella propria abitazione per prendere un revolver carico e con matricola abrasa, con il quale avrebbe minacciato la donna puntandoglielo direttamente alla fronte da distanza ravvicinata.

Solo la pronta reazione della vittima, che è riuscita a deviare la linea di tiro alzando il braccio dell’aggressore, e il successivo intervento del marito della donna, che è riuscito a disarmare l’uomo dopo una colluttazione, hanno evitato che la situazione degenerasse in tragedia. Nonostante fosse stato disarmato, l’indagato ha continuato a proferire minacce di morte, arrivando a brandire un’accetta contro la sorella della vittima e introducendosi con la forza nell’abitazione dei vicini.

La situazione è stata definitivamente sedata dei Carabinieri della Stazione di San Giorgio Canavese e della Compagnia di Ivrea, allertati dalle numerose chiamate dei presenti e intervenuti in forze. Dopo un iniziale tentativo di fuga a bordo della propria auto, il 75enne è stato rintracciato e bloccato poco dopo dai militari dell’Arma, mentre cercava di riavvicinarsi a piedi alla propria abitazione. Per lui sono scattate le manette e la reclusione presso la casa circondariale di Ivrea , come disposto dalla Procura eporediese che ha coordinato le indagini.